I ricercatori del Women & Infants Hospital di Rhode Island hanno studiato la possibile incidenza dei test di screening prenatale. Lo studio mostra come i test non invasivi potrebbero diventare alla portata di tutte le donne, al di là della presenza o meno di fattori di rischio evidenti. Ciò consentirebbe di individuare eventuali anomalie per tempo, consentendo ai genitori di prepararsi e di procedere con i trattamenti disponibili.
I test del DNA fetale consentono di individuare eventuali anomalie cromosomiche. Le ultime scoperte scientifiche hanno reso possibile farlo a partire da una sola goccia di sangue, rendendo la procedura molto meno invasiva. Ciò rende i test consigliabili non solo per le donne a rischio, ma anche per quante non trarrebbero vantaggi dall’effettuare un’amniocentesi o altre analisi invasive. Molti medici, tra i quali gli autori dello studio in questione, auspicano quindi l’espandersi della procedura.
Lo studio analizza l’impatto dei test del DNA fetale nel contesto delle analisi prenatali di routine. I ricercatori hanno interrogato un campione di donne che avevano effettuato analisi del DNA fetale, di età e ceto sociale diversi. Hanno chiesto alle donne di parlare della loro esperienza, di come erano venute a conoscenza del test e di quanto era stato utile nel contesto della gravidanza. Le risposte hanno confermato che i test genetici di screening prenatale incontrano la soddisfazione di molte donne.
Fonte: sciencedaily.com
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