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Aurora magazine

Test genetico predice le ricorrenze delle sindromi mielodisplastiche

Potrebbe bastare un test genetico per capire se una sindrome mielodisplastica è destinata a ricomparire. Una ricerca della Washington University School of Medicine a St. Louis ha studiato la metodologia. Secondo gli studiosi, con il test si potrebbero identificare i pazienti ad alto rischio di recidiva dopo il trapianto di cellule staminali. In questo modo sarebbe più facile intervenire subito con trattamenti specifici.

I metodi tradizionali per monitorare la gravità di un tumore sono molto soggettivi. Per questo motivo, il professor Matthew J. Walter ha deciso di usare un’analisi genetica. L’obiettivo è trovare le cellule anomale in maniera più precisa e più veloce, anche poco dopo il trapianto. In queste primissime fasi, infatti, è facile che le poche cellule tumorali si nascondano. È quindi più difficile predire un’eventuale recidiva.

Le sindromi mielodisplastiche sono difficili da diagnosticare. Alcuni individui convivono per tutta la vita con esse, senza mai ricevere una diagnosi. In un terzo dei casi, le sindromi sono più aggressive e si sviluppano in leucemie e altri tumori del sangue. Molti di questi si rivelano fatali, soprattutto a causa della velocità e della violenza con cui il tumore si sviluppa. L’unico trattamento efficace al momento è il trapianto di cellule staminali, che non sempre funziona.

Per lo studio i ricercatori hanno sequenziato il DNA delle cellule staminali di 86 pazienti con sindromi mielodisplastiche. Le analisi sono avvenute prime del trapianto, così da identificare le “impronte digitali” del tumore. Passato un mese dal trapianto, i ricercatori hanno sequenziato di nuovo le cellule dei pazienti alla ricerca di tracce del tumore. I pazienti che presentavano queste tracce (il 53%), correvano circa 4 volte il rischio di avere una recidiva.

Di questi pazienti, 35 hanno avuto una recidiva in media 141 giorni dopo il trapianti. Gli altri 51 non hanno avuto problemi, quanto meno nell’anno di follow-up.

Fonte: eurekalert.org