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Cancro al seno: troppe donne trascurano il test genetico

In caso di tumore al seno, il test genetico può essere una fonte preziosa di informazioni. Eppure, solo la metà delle donne che ne trarrebbe beneficio lo effettua. Perché? Uno studio del professor Steven J. Katz dell’Università del Michigan ha studiato le possibili ragioni.

Secondo l’autore dello studio, l’approccio del chirurgo verso i test genetici è determinante. I ricercatori hanno intervistato 3.910 donne con tumore al seno ai primi stadi. Hanno quindi esaminato gli approcci dei 370 chirurghi che le hanno prese in cura. È emerso che solo il 27% delle donne aveva fatto il test genetico, compreso un 52% di donne ad alto rischio. Questo nonostante quanto riportato nelle linee guida.

Le linee guide raccomandano il test per tutte le donne a rischio di mutazione genetica. Il fattore di rischio viene determinato in base a età, storia familiare, caratteristiche del tumore. Le donne con rischio molto alto – intorno al 20% – era più probabile che avessero fatto il test genetico. Per le altre, invece, i consigli del chirurgo sono stati determinanti.

I consigli del medico hanno determinato un 17% di variazione nelle probabilità di effettuare o no il test. Alcuni medici hanno insistito più di altri sull’importanza del test genetico, al di là del livello di rischio. A seconda del medico, la probabilità che una donna a rischio avesse fatto il test oscillava tra il 26% e il 72%.

In un secondo momento, i ricercatori hanno chiesto ai medici cosa ne pensassero dei test genetici. Hanno così scoperto che le competenze a riguardo erano molto variabili, così come la tendenza a consigliarli o meno. Ciò suggerisce che sia necessaria una maggiore formazione, così da portare i professionisti del settore medico su un livello quanto meno simile.

Fonte: med.umich.edu